Antispecismo
Per una nuova etica della convivenza
A cura di Oltre la specie

Questo opuscolo ha lo scopo di introdurre ad un ambito nuovo e quasi del tutto inesplorato di riflessione etica inerente i molteplici aspetti della “questione animale” e dell’importanza che riveste nella comprensione delle contraddizioni che hanno caraterizzato, e continuano dolorasamente a contrassegnare, la storia della civiltà umana.

pp. 100
Contributo minimo donazione: € 2,00 a copia

Introduzione
Negli ultimi anni il movimento animalista radicale ha fatto notevoli passi nella comprensione dell’atavico e distorto rapporto che lega gli umani agli altri animali. Inoltre, ha intuito quanto da sempre è rimasto – e continua a rimanere – oscuro ad altre ideologie e visioni del mondo: tutte le contraddizioni vissute dall’umanità – i conflitti tra i sessi, le classi, le etnie, gli umani e l’ambiente – hanno una possibile radice proprio in quel momento lontano in cui la specieHomo Sapiens si è separata dalle altre specie animali, tramite lo sviluppo di pratiche tese al controllo totale dei loro cicli vitali.

Oggi la “questione animale” sta assumendo connotati nuovi. Gli altri esseri cessano di essere “cose messe a disposizione degli umani” da trattare bene (come affermano gli zoofili). Non sono più nemmeno esseri sensibili da difendere alleviandone le sofferenze senza, però, mettere in discussione il loro status, quasi si trattasse di una condizione ineluttabile (come pensano i protezionisti). Il moderno animalismo radicale restituisce agli altri animali la dignità di esseri sensibili il cui corpo, in quanto in grado di provare piacere e dolore, possiede dei diritti inscritti nella sua stessa costituzione biologica. Queste nuove tendenze introducono prepotentemente nel lessico animalista due termini fondamentali, “abolizionismo” e “liberazionismo”, che si distinguono soltanto per una sottile sfumatura.

Il termine “abolizionismo” fa discendere il riconoscimento della natura animale e dei conseguenti diritti da uno sforzo interno allasocietà e alle sue istituzioni. Pur riconoscendo le notevoli differenze tra forze che insistono per promuovere l’idea di una assoluta centralità dell’uomo e altre che la combattono, l’“abolizionismo” si immagina che la dialettica – anche molto aspra – dei diversi soggetti sociali,
condurrà ad una crescita di civiltà e al tanto atteso riconoscimento dei diritti degli altri animali. Il “liberazionismo”, più critico rispetto all’“abolizionismo” circa la presunta capacità della società di autocorreggersi, sottintende che l’obiettivo può essere raggiunto solo conducendo una dura battaglia con le forze di una tradizione giudicata sostanzialmente irriformabile.

Indipendentemente da argomenti ancora soggetti a valutazioni e approfondimenti, sia “abolizionismo” che “liberazionismo” ci dicono cosa fare, ma non perché farlo. Entrambi hanno necessità di un fondamento razionale che giustifichi la legittimità etica delle loro richieste. Tale fondamento ha trovato espressione in un neologismo, una parola ancora sconosciuta ai vocabolari: “antispecismo”.

“Antispecismo” è un termine chiave nell’ambiente animalista radicale e riassume in sé le motivazioni morali che giustificano l’abolizione dello sfruttamento degli animali da parte delle istituzioni economiche e il riconoscimento dei loro diritti da parte delle istituzioni politiche. Questo opuscolo prodotto dall’associazione Oltre la specie è stato realizzato per offrire al lettore digiuno di tematiche animaliste
le ragioni dell’antispecismo. Lo scopo è quello di familiarizzarlocon concetti e idee che sono minoritarie nella nostra società e che vengono tenute ben lontane dall’attenzione generale per il carattere rivoluzionario che posseggono. Una società ricostruita dal punto di vista antispecista costituirebbe la più grande rivoluzione possibile in quanto sancirebbe il passaggio dalla preistoria in cui ancora viviamo, quella del sangue e della violenza, alla vera storia, quella della pace e della solidarietà.

L’opuscolo contiene una serie di articoli che affrontano la natura dell’antispecismo da punti visuali diversi. Il primo articolo, Lo Specismo e il suo contrario, circoscrive la natura di quella cosa che è contemporaneamente forma mentis e comportamento materiale: lo specismo. Solo chiarendo le caratteristiche di una visione consolidata nei millenni è possibile immaginare l’alternativa alla paralizzante normalità che impedisce di vedere oltre l’orizzonte della tradizione. Il secondo, Storia dell’animalismo, illustra i passaggi storici che, a partire dalle prime riflessioni moderne sugli animali e sulla loro condizione,
hanno portato all’attuale approccio antispecista. L’articolo che segue, Mettiamola in politica, mette a fuoco i primi passi che sembrano necessari affinché il movimento antispecista possa marcare la sua presenza nella società, obiettivo parziale ancora lontano dall’esser realizzato, ma difficilmente eludibile. Se la conquista di visibilità da parte del movimento implica una serie di difficoltà reali legate agli ostacoli frapposti dalla società – basti pensare al fuoco di sbarramento dei media che impediscono la percezione pubblica dell’esistenza di questa nuova realtà – il singolo cittadino può cominciare ad introdurre in essa i semi dell’antispecismo attraverso uno stile di vita personale che diventerebbe norma collettivamente interiorizzata in una società rinnovata. Come entrare in questa logica è descritto nel brano La rivoluzione che parte dal piatto, che illustra come abbracciare il veganismo, ovvero uno stile di vita basato sull’utilizzo di prodotti che non prevedono alcun tipo di sfruttamento animale. Naturalmente un individuo che decide di diventare vegano dovrà scontrarsi con obiezioni stereotipate grazie alle quali i resistenti si trincerano dietro le abitudini a cui sono stati costretti fin dalla nascita dal modello culturale specista. I muri mentali descrive le principali e più comuni di queste obiezioni mettendone in evidenza il carattere strumentale e, nello stesso tempo, l’intrinseca debolezza. Il linguaggio non è neutro sollecita una riflessione su quel poderoso strumento di cui lo specismo si serve per colonizzare l’immaginario delle persone e rivestirsi di “normalità”.

Gli ultimi tre scritti, Stiamo dando i numeri!, Empatia, Uomo e natura hanno la funzione di approfondimento di alcuni dei temi considerati nei contributi precedenti. Sappiamo che gran parte della resistenza che le persone manifestano contro l’antispecismo dipende dall’errata convinzione che la liberazione degli animali dalle tradizionali forme di dominio si tradurrebbe in svantaggi personali in termini di rinunce alimentari, ludiche o di altra natura. Gli articoli in questione hanno proprio lo scopo di abbattere queste false convinzioni dimostrando come la rivoluzione antispecista si tradurrebbe in una vittoria che accomunerebbe sia gli umani che gli altri animali. La modifica delle loro relazioni non produrrebbe infatti un gioco a somma zero; al contrario, le ricadute positive della liberazione animale sull’umanità sarebbero enormi. I tre articoli finali descrivono queste influenze positive: il primo sull’ambiente e sulla soluzione dell’eterno problema della fame e della carenza di risorse; il secondo sul benessere interiore di individui che, imparando a relazionarsi con l’altro da sé in maniera empatica, sarebbero in grado di superare le angosce più profonde che attanagliano la nostra specie; il terzo sul superamento di quell’antica frattura che, separando l’umano dalla natura, ha imposto all’umanità un percorso distorto e portatore di grandi sofferenze.

Naturalmente i temi trattati sono suscettibili di ulteriori approfondimenti. La letteratura antispecista sta vivendo un momento di grande espansione che testimonia la vitalità di questa nuova visione del mondo. Il lettore troverà qui anche una bibliografia ragionata che potrà aiutarlo a investigare in profondità le idee dell’antispecismo. Confidiamo di aver offerto gli argomenti appropriati perché il lettore si senta spronato ad appoggiare personalmente quel grande processo di rinnovamento che auspichiamo e che è nel contempo spirituale e materiale, etico ed economico.


 
Proposte per un Manifesto antispecista

E’ disponibile la versione cartacea del testo scaricabile gratuitamente in formato PDF “Proposte per un manifesto antispecista”. Il libretto cartaceo è in formato A6 con copertina a due colori e un totale di 28 pagine.

Proposte per un Manifesto antispecista è disponibile anche nella versione online al seguente indirizzo: www.manifestoantispecista.org/web/un-manifesto

Questo testo nasce dall’esigenza sempre più urgente di fornire delle possibili definizioni utili a chiarire e delineare l’identità antispecista, e permettere migliori e più precise modalità di intervento nei rapporti intraspecifici e interspecifici umani. La definizione di antispecismo è da ritenersi quindi uno stimolo per successive implementazioni o modifiche, e non intende assolutamente essere esaustiva. Definizioni e concetti presenti in questa pubblicazione sono il frutto di confronti diretti e indiretti con numerose persone che nell’arco di molti anni liberamente hanno contribuito alla crescita della consapevolezza antispecista. Il presente testo è il risultato di un lavoro di organizzazione e redazione di tali contributi raccolti da atti di incontri pubblici, seminari, da scambi di opinioni e pubblicazioni. Pertanto quanto pubblicato è da considerarsi libero da diritti d’autore, e se ne auspica la massima divulgazione nelle modalità esplicitate in seguito.

pp. 28
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