“Chi mangi oggi?” e il comune senso del disgusto

Comunicato Stampa: “Chi mangi oggi?” e il comune senso del disgusto

28 febbraio 2013

In relazione al commento da parte della Confederazione Italiana Agricoltori di Cuneo pubblicato sul quotidiano online “Targatocn.it” (www.targatocn.it/2013/02/23/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/chi-mangi-oggi-una-fettina-di-manzi-o-un-bambino-campagna-del-vegani.html#.US9oIldXqf0) sull’affissione di mega-cartelloni della pubblicità “Chi mangi oggi?” a Torino, rispondiamo pubblicamente.

I mega-cartelloni affissi per le vie di Pordenone, di Torino e da oggi anche di Grosseto, hanno sortito l’effetto desiderato, ossia far riflettere e discutere le persone.

Il nostro intento come ideatori della pubblicità “Chi mangi oggi?” era esattamente questo. Riteniamo interessante dal punto di vista antropologico evidenziare che la fotografia di un bambolotto rappresentante le fattezze di un bambino umano smembrato e impacchettato, suscita generalmente indignazione e disgusto, mentre le continue e quotidiane pubblicità raffiguranti i corpi degli animali non umani smembrati e impacchettati in varie modalità non provocano lo stesso disgusto, anzi al contrario paiono universalmente accettate. La cultura della nostra società antropocentrica ci abitua alla visione di violenze e crudeltà nei confronti di esseri senzienti che vengono schiavizzati, torturati e uccisi con il benestare del comune sentire, solo perché non appartenenti della nostra specie.
Ecco quindi che se al posto di un agnello smembrato e incellofanato ci si ritrova un feticcio raffigurante un bambino, allora scoppia lo scandalo: le nostre coscienze sono obbligate a fare i conti con il nostro operato, con la nostra crudeltà, la nostra indifferenza, pertanto reagiamo indignandoci. Per una pecora un agnello è il suo bimbo, tanto quanto lo è un bambino umano per sua madre, e ciò a prescindere dalla specie animale di appartenenza e dal valore che noi le diamo. L’affetto materno e il sentimento che lo genera non conoscono confini di specie. Ciò però viene del tutto negato in nome della superiorità della specie umana, che si arroga il diritto di disporre a proprio piacere di ogni essere senziente e del pianeta.

La nostra è una lotta di liberazione che ha come nemico l’antropocentrismo e lo specismo, la discriminazione e il pregiudizio che alimentano una filosofia di vita e un sistema sociale che a loro volta generano altro pregiudizio. Non siamo una setta, un partito, o degli squilibrati, siamo semplicemente delle persone che considerano razionalmente il rapporto umano-non umano da una nuova prospettiva che non è quella antropocentrica dominante.
Si può vivere su questo pianeta impattando il meno possibile sugli altri: la nostra stessa esistenza ne è la dimostrazione pratica.
Le accuse lanciate dalla Confederazione Italiana Agricoltori sul vostro giornale sono davvero pittoresche e susciterebbero ilarità se non fossero la diretta emanazione della volontà di denigrare, offendere e disinformare tipica di chi fa dello sfruttamento degli esseri senzienti e della Terra un business. E’ evidente che il numero crescente di persone vegane nel nostro Paese (non siamo noi a dirlo ma le statistiche demografiche ufficiali) spaventa molte categorie e gruppi di potere economico, come del resto è giusto che sia, causando reazioni davvero poco intelligenti e scomposte come quella della Confederazione Italiana Agricoltori: sintomo evidente di uno stato di preoccupazione se non di paura.

Non serve avere una mente eccelsa per capire che in quanto animali onnivori noi abbiamo la fortuna di poter scegliere ciò che intendiamo mangiare, e quindi proprio per tale motivo la nostra è una scelta che non provoca alcuno scompenso se non alle tasche di chi lucra sulla pelle degli animali non umani.
Vorremmo specificare che non esiste un movimento vegano, o una setta vegana, esistono solo persone e reti di persone e gruppi che seguono una filosofia di vita assolutamente laica e distante da motivazioni mistiche e religiose, e fondata su principi di solidarietà, giustizia, empatia ed egualitarismo.
La pratica vegana è seguita da numerose persone per diverse ragioni, noi siamo vegani etici e consideriamo il veganismo una filosofia di vita necessaria alla visione antispecista che propagandiamo. Le ragioni salutistiche non ci riguardano, e comunque Donald Watson, che nel 1944 fondò in Inghilterra la Vegan Society e coniò il termine “vegan”, è morto nel 2005 alla considerevole età di 95 anni, non abbiamo notizie sulla sua attività sessuale, ma si potrebbe sempre chiedere informazioni alla Confederazione Italiana Agricoltori.

Saluti antispecisti

Campagne per gli animali

Il comunicato in formato PDF: www.campagneperglianimali.org/doc/cs/ca-cs-febbraio2013.pdf

Fotografie di alcuni mega cartelloni affissi a Torino

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22 pensieri su ““Chi mangi oggi?” e il comune senso del disgusto

  1. Cari amici, vi ricordo che la pubblicità in questione non rappresenta una semplice provocazione, purtroppo. Di bambini smembrati sono pieni gli ospedali italiani e di tutto il mondo. Basta dare un’occhiata ai cassonetti dei rifiuti ospedalieri presenti negli stessi. Quella in questione è una pubblicità di cattivo gusto proprio perché descrive la realtà esattamente come è. L’unica differenza è che la società (ancora) non se li mangia i bambini, semplicemente li tortura, li uccide e poi li getta nei rifiuti. Un trattamento peggiore di quello riservato ai nostri cari animali, non c’è dubbio. Mi piacerebbe avere la vostra opinione in merito ma ho il sospetto che su questo argomento tendiate a glissare, non è vero?

  2. Ciao Vegano pentito, proprio un brutto nick il tuo ci dispiace per te.
    Verdone è e rimane un grande, ottima la citazione, siamo sicuri però che puoi fare di meglio

  3. E’ evidente che a lei non importa nulla degli animali e mette subito le mani avanti parlando dell’aborto, che è una questione completamente diversa. Io personalmente sono per la non violenza e per l’amore verso TUTTE le creature che Dio a creato, uomini, donne, bambini, animali etc. Non credo poi che i bambini vengano sgozzati o vivisezionati a carne viva (senza anestesia in ospedale). Non credo che vengano scotennati a carne viva per farne pellicce. Ripeto: chi subito mette le mani avanti in nome del solito antropocentrismo, mostra in realtà di non avere capito realmente il messaggio della non violenza e dell’amore verso tutte le creature. Caro signor Alfredo, continui ad ignorare le sofferenze degli animali se vuole, ma non si giustifichi mettendo avanti il suo amore per gli esseri umani.

  4. Ciao Alfredo,

    Noi combattiamo la visione specista, violenza e discriminatoria di questa società e ci schieriamo sempre e comunque dalla parte dei più deboli. Per quanto terribile possa essere il maltrattamento riservato a un bambino umano (maltrattamento che condanniamo con assoluta convinzione) non potrà mai essere paragonato a quello riservato ad un animale non umano che molto spesso non è nemmeno considerato un essere vivente.
    Tu ci confondi con chi per amor degli Animali vorrebbe sterminare la specie umana, noi siamo antispecisti e lottiamo per la liberazione animale (umana e non), pertanto le lotte contro lo sfruttamento minorile, gli abusi sui minori, sulle donne, la xenofobia, il fascismo, il razzismo, sessismo etc. rientrano a pieno titolo nella nostra filosofia. Come vedi non glissiamo affatto.

  5. Mi dispiace, ma questa vostra campagna, per quanto mi riguarda non è “efficace”, né “potente”.. bensì “riprovevole” e “indecente”.

    Vi confermate “Nazi-Vegan”.

    Saluti.

  6. Ciao Paolo,

    L’antispecismo ha radici sensiocentriche, ossiam nasce come una filosofia che considera la capacità di soffrire e di sentire dolore. Successivamente l’ambito teorico si è molto allargato e si può oggi parlare di un antispecismo politico che considera e combattere tutte le ingiustizie della nostra società.
    Detto questo è assolutamente chiaro che noi intendiamo rispettare non solo gli Animali, ma anche i vegetali e il pianeta stesso in quanto casa comune.
    Mangiando una Mucca non solo si mangia un Animale, ma anche moltissimi vegetali di cui si è nutrita, pertanto nell’ottica della limitazione del danno non possiamo fare altro che cibarci di vegetali. La visione vegana etica non è una visione suicida, ma di limitazione del danno: se si può vivere senza causare danno e sofferenza bisogna farlo. Il cibo vegetale è quello che causa meno sofferenza e danno.

  7. Ciao Nik,

    se fossimo come dici tu non avremmo nemmeno pubblicato il tuo commento.

  8. Per chi si sente offeso o turbato “in quanto umano” : pensate a quanto possono sentirsi offesi e turbati gli “allevati, torturati, reclusi, mutilati, sgozzati e fatti a pezzi” non-umani. Il vostro fastidio è NULLA rispetto al tormento che elargite con tanta leggerezza. SVEGLIATEVI CHE E’ ORA!

  9. Ottima campagna e di effetto, tanto che in molti si sono detti sdegnati, scioccati, disgustati.
    Quando si suscitano tali sentimenti vuol dire che si è colpito nel segno, si è fatto centro.
    La gente non riesce proprio a comprendere quanto dolore e sofferenza vi sia dietro un’alimentazione carnivora. Molti dicono che gli animali sono nati appositamente per essere serviti a tavola, ma la stragrande maggiornaza di quelli che lo dicono non avrebbero il coraggio di guardare negli occhi e poi uccidere l’animale di cui si vogliono nutrire e men che meno vorrebbero che i loro figli assistessero a tale spettacolo cruento. Se è vero che tutto ciò è del tutto naturale, perché risparmiare ai nostri figli un simile momento? Perché non “istruirli” a vivere secondo natura?
    Voi continuate così, anzi, se potete, colpite più duro. Le coscienze si svegliano solo a suon di schiaffi, seppur virtuali.
    Bravi!
    Antonio (vegetariano, non vegano)

  10. magari comprendiamo più di quel che crede la vostra razza superiore, ma questo non vuol dire che siamo disposti a mettere sullo stesso piano in qualunque ambito l’uomo e gli animali.

  11. A prescindere dall’essere Vegano o Animalista (ognuno è libero di credere in cosa vuole) spero per voi che il manifesto non abbia ripercussioni su mio figlio di 3 anni che quando l’ha vista è rimasto impressionato. Vi consiglio di toglierle prima di ricevere delle denunce. Ah già ma a voi non interessa ……..beeeeeeep. (pubblicate gentilmente)

  12. ”chi mangio oggi” è un’ottima campagna per spingere a riflettere coloro i quali non si fermano mai di fronte a una bella succulenta bistecca in vaschetta al supermercato. Di fronte a un bell’hamburger o alette di pollo fritte. Sono stata carnivora anche io, ho apprezzato anche io una bella grigliata domenicale con gli amici, poi un giorno di 7 anni fa ho deciso di non mangiare più carne. Non è stato facile, per nulla, ma mi sono ‘permessa’ di mantenere nella mia dieta, latticini, pesce e uova. Agli amici che mi facevano la solita battuta ”ma perchè i pesci soffrono meno?” io dicevo la verità: no,sono io che non ho abbastanza forza di volontà per togliere tutto allo stesso tempo. Ci sto arrivando ora, un passo alla volta, togliendo latticini prima, poi uova, e lascerò il pesce per ultimo. Faccio fatica, sono golosa, adoro il pesce ma ci sto arrivando. Questo dico a chi adora la carne, ok lo capisco ma prova con piccoli passi a fare i conti con la tua coscienza, evita agnello e vitello. Prediligi carne bio ed evita la grande distribuzione, mangiane meno che ti fa anche bene alla salute. Prova così, un pò alla volta senza pensare che ”devi” diventare vegano. Credo sia più un allenamento della nostra abitudine a considerare la carne come insostituibile o come semplicemente cibo. Credo sia una cosa che va di pari passo con una crescita interiore e una sensibilità che non tutti ancora hanno. Quindi, inutile scandalizzarsi per un bambolotto impacchettato,con un minimo di intelligenza si può capirne il significato, cerchiamo di pensare che non siamo (quasi) più esseri con la clava e che abbiamo la capacità, con le nostre scelte, di cambiare, anche se solo una minima parte, questa deludente umanità in qualcosa di meglio, un pochino più cosciente, un pochino più illuminata. Buon ‘inizio’ a tutti! 😀

  13. Buongiorno a tutti,
    premetto che non sono nè vegana nè vegetariana, ma onnivora. Vi scrivo perchè, pur non condividendo molte vostre convinzioni, credo fermamente nella comunicazione e nel dialogo come basi di una società civile.
    Ho seguito il link al vostro sito “partendo” dall’immagine dell’ultima campagna “chi mangi oggi”, e ho curiosato quindi un po’ tra le vostre attività, convinzioni e proposte.
    Spero non vi dispiaccia se esprimo qui qualche mio pensiero: dai vostri fondamenti etici leggo “2) principio della proporzionalità: in qualsiasi rapporto intra e interspecifico prevalgono sempre e solo gli interessi fondamentali sugli interessi non fondamentali a prescindere dalla specie animale di appartenenza”, dove, come leggo nelle note, “Per interessi fondamentali si intendono quegli interessi la cui realizzazione è da ritenersi indispensabile per il mantenimento in vita di un organismo vivente, quindi da intendersi come valori primari e irrinunciabili. Per interessi non fondamentali s’intendono quegli interessi che sono necessari per il soddisfacimento di determinati sistemi di valori, o per esigenze specie specifiche che non sono da considerarsi vitali e non intaccano l’esistenza dell’individuo o della specie”. Ora, quello che io comprendo, è che i vari rapporti intra e interspecifici (intra e inter-specie?) si basano sul principio di sopravvivenza, poichè questo è il principio di base della vita intesa dal punto di vista strettamente biologico. Il principio di sopravvivenza poi, sempre da un punto di vista biologico, è inteso come sopravvivenza della specie, e non come sopravvivienza del singolo individuo (motivo per cui spesso le madri di varie specie animali preferiscono uccidere -e talvolta mangiare- alcuni dei propri cuccioli per garantire a sè e agli altri cuccioli – e quindi alla specie- la sopravvivenza).
    Gli animali agiscono fondamentalmente solo in base a questo principio: non sono nè buoni nè cattivi, ma semplicemente seguono il loro istinto di sopravvivenza che garantisca un futuro alla loro specie di appartenenza nel loro habitat naturale (quello dove, tramite l’evoluzione, il loro organismo ha “imparato” a vivere al meglio). L’evoluzione della specie umana ha seguito forme di adattamento un po’ diverse, portando non tanto a modificare ulteriormente l’organismo per adattarlo a vivere nell’ambiente, ma facendo sì che l’animale uomo potesse modificare l’ambiente circostante al fine di renderlo favorevole alla pripria sopravvivenza. Alias, l’uomo non ha un “habitat naturale” (la costituzione fisica di un eschimese non differisce in maniera significativa da quella di un tuareg o di qualsiasi altro essere umano), ma ha la capacità di far divenire abitabile qualsiasi habitat.
    Inoltre l’animale uomo ha subito un’evoluzione che lo ha portato ad assumere comportamenti che non hanno senso se guardati con l’occhio della sopravvivenza pura e semplice: motivo per cui i bambini che nascono con malformazioni invalidanti non vengono uccisi da piccoli, ad esempio. Ha seguito quindi un iter evoluzionistico diverso dalle altre specie, che lo ha portato tra l’altro a fornirsi di una serie di quelli che voi definite “interessi non fondamentali”, come una serie di valori etici e morali (che possono variare da comunità a comunità) che sono andati a sostituirsi al principio naturale di sopravvivenza della specie. Se così non fosse, del resto, non solo sarebbero giustificabili -anzi, logiche- azioni come uccidere o lasciar morire chiunque non fosse in grado di provvedere a se stesso; o -per un genitore- rubare o uccidere per procurare del cibo ai suoi figli; o per dei contendenti in amore picchiare o ferire l’avversario per garantirsi la progenie; ma non esisterebbero neppure progetti come il vostro, poichè si basano appunto su delle considerazioni morali ed etiche. Del resto il Jainismo stesso da voi menzionato nei fondamenti etici vede la massima espressione nell’ascetismo, dove digiunare fino a morire (Sallekhana) risulta essere il massimo grado di rispetto verso gli altri esseri viventi, ma un’assurdità se visto da un punto di vista prettamente “naturale”.
    L’uomo è l’unico essere che si pone il problema di cosa mangiare e se è giusto mangiarlo (non tutti gli uomini: solo quelli che vivono in zone in cui il cibo non è una necessità, ma diventa appunto una scelta etica, perdendo di fatto ogni connotazione di “interesse fondamentale”), il resto degli animali mangia per sopravvivere e per salvaguardare la propria specie, punto. (non ci saranno animali che smettono di mangiare determinate prede per evitarne l’estinzione..”semplicemente” si adatteranno a mangiare qualcosa (o come dite voi, qualcun’altro).
    Nel dichiararsi quindi antispecisti trovo alcune contraddizioni di base, così come trovo la foto del bambino da mangiare della campagna di cui sopra piuttosto “naif”, perchè compara delle cose che non sono comparabili proprio per i principi fondamentali(per lo stesso principio si vedono filmati di leonesse super carine con i propri cuccioli che dopo due minuti non esitano ad uccidere un cucciolo di antilope..per loro cucciolo di stessa specie e cucciolo di antilope sono due cose diverse).
    Termino con un’ultima piccola digressione: personalmente (ripeto: personalmente) trovo aberranti le pubblicità dove si decantano cibi di salmone al vapore e riso con vitamine perfettamente equilibrati per cibare il gatto o il cane di turno. Ecco. Questo secondo me viola sia i principi fondamentali che i principi non fondamentali, eppure non ho mai trovato critiche in questo senso.

    Scusate per l'”invasione”, trovo che la possibilità di esprimere le proprie opinioni e discutere sia segno di rispetto, e da quel poco che ho visto voi questo rispetto lo fornite, e di conseguenza lo meritate, al di là delle idee personali.

  14. per geo 74 : se il bambino di tre anni (precoce eh) è rimasto impressionato significa che ha più empatia dei suoi genitori che lo obbligano a mangiare ingiustizia.
    Io propongo di fargli vedere anche questo http://www.meat.org/ e poi dicci come è andata.
    Scherzo geo 74 : guardalo tu e chiediti come la TUA coscienza(di adulto) può accettare anche solo lontanamente il peso di questa responsabilità.

  15. Ciao Antonio e ciao Bea,

    Grazie per il vostro contributo che è significativo.

  16. Ciao Sara,

    Prima di tutto grazie per questo tuo commento articolato e interessante.
    Passando alla questione degli “interessi fondamentali” e “interessi non fondamentali” e riportiamo la nota esplicativa che tu stessa citi:

    “Per interessi fondamentali si intendono quegli interessi la cui realizzazione è da ritenersi indispensabile per il mantenimento in vita di un organismo vivente, quindi da intendersi come valori primari e irrinunciabili. Per interessi non fondamentali s’intendono quegli interessi che sono necessari per il soddisfacimento di determinati sistemi di valori, o per esigenze specie specifiche che non sono da considerarsi vitali e non intaccano l’esistenza dell’individuo o della specie”

    Ebbene se pensiamo a come trattiamo gli Animali se ne deduce che noi come specie umana non abbiamo assolutamente una visione imparziale del rapporto umano-non umano, perché anteponiamo i nostri interessi non fondamentali a quelli fondamentali di altri esseri senzienti.

    Un Pesce ha un interesse fondamentale a vivere, noi ci permettiamo il lusso di pescarlo “per sport” per soddisfare un nostro interesse non fondamentale, ossia il “divertimento” o il “piacere” che traiamo dall’atto della pesca inteso come sport o passatempo. Il Pesce è privato della sua libertà, viene torturato da un amo, tratto fuori dal suo elemento naturale e ucciso rapidamente o lentamente. Questo è un classico esempio di scontro di interessi dove la specie dominante (che si suppone dovrebbe essere la più evoluta e intelligente) usa la sua posizione di favore per usufruire a suo piacimento di altri individui che non possono difendersi in alcun modo.
    Non si tratta di sopravvivere, ma di anteporre un passatempo alla vita di un essere senziente.
    Non ci serve pescare nessuno perché possiamo vivere semplicemente mangiando vegetali, la pesca non è un nostro “interesse fondamentale”.

    Il concetto che tu esprimi di rapporto interspecifico è quantomeno limitato, lo stesso Darwin ha scritto più volte che in natura esiste la cooperazione: gli individui molto spesso cooperano tra di loro per poter vivere meglio, noi invece abbiamo solo plasmato la teoria dell’evoluzione della specie nell’ottica della “legge della giungla” dove il più forte (guarda caso noi) vince e il più debole perde (casualmente gli altri).
    Chi conosce gli Animali sa che non è così e che seppur crudele la vita terrestre è di continuo contraddistinta da esempi di collaborazione anche tra specie molto diverse. Noi giudichiamo gli Animali secondo un metro esclusivamente umano, e sentiamo a noi vicini solo quelli che soddisfano nostri canoni estetici o che ci somigliano (antropomorfizzazione), gli altri sono inferiori, non sentono dolore, non provano sentimenti e quindi sono poco più che cose semoventi. Il paradigma cartesiano è ancora vivissimo nella nostra società, e tende ancora a farci vedere gli Animali come macchine che possono produrre latte in grande quantità o ingrassare in modo programmato per poi essere smontate.
    Ma anche gli Animali hanno loro “interessi non fondamentali” chi vive a stretto contatto con loro lo sa bene: insegnano ai propri piccoli, imparano dagli errori, provano paura, gioia, hanno dei ricordi, questi sono tutti elementi che servono a costruire la storia personale di ogni singolo Animale, sono la sua cultura (si… cultura) perché apprendono e trasmettono alla prole e agli altri loro simili. Non è tutto istinto: se ti capiterà di osservare una piccola Rondine che deve compiere il suo primo volo dal nido potrai vedere che palesemente prova paura, solo questo è sufficiente a farti capire la complessità della vita emozionale degli Animali, anche i più piccoli e lontani da noi.

    L’antispecismo che noi sosteniamo è una teoria individualistica: non sono le specie che contano, le specie sono un nostro artificio per placare la nostra voglia di catalogare e incasellare tutto e tutti. Le cose sono molto più complicate e si può parlare di popolazioni di individui, dove il singolo individuo è un essere importante, fondamentale con sue caratteristiche e suoi interessi a vivere, a riprodursi, nutrirsi e a muoversi.
    Questo non può essere riconosciuto dalla nostra società che non solo non considera gli Animali individui (compriamo 1 kg di Pesce e non 20 pesci), ma considera ogni individuo senziente (Umani compresi) come “sacrificabile” per il soddisfacimento di altri interessi, ecco quindi che l’antispecismo non solo vuole abbattere le barriere di specie parlando del primato del singolo, ma anche le barriere intraspecifiche: tra sessi, tra età, tra ceti sociali, tra etnie… Un essere senziente è importante e va rispettato sempre.
    E’ chiaro che non si può rispettare qualcuno se poi lo si tortura, lo si ferisce, lo si mangia, lo si indossa, o lo si schiavizza, ecco quindi entrare in campo la filosofia vegana come buona pratica etica quotidiana.

    Gli Animali non sono né buoni né cattivi: giustissimo. Il concetto di buono e cattivo è solo umano, gli Animali sono altri esseri senzienti diversi da noi che meritano rispetto, e non devono sottostare ai nostri “sistemi di valori” perché non li conoscono e non li condividono.
    Noi ci comportiamo come alieni scesi su un pianeta sconosciuto dove tutto è lecito, ci siamo dimenticati che siamo parte integrante della natura e non ci possiamo sottrarre ad essa.

    Quindi concludendo la questione “interessi”: se tu fossi un Pesce immaginiamo gradiresti che l’interesse di un Umano a passare un po’ di tempo tranquillo in riva ad un fiume non causi la tua morte. Se un interesse non fondamentale umano non impatta sugli interessi fondamentali altrui, è lecito perseguirlo, altrimenti no.

    Noi Umani ci arroghiamo il diritto di capire gli interessi degli altri e le vite degli altri, quando ancora non siamo riusciti appieno a capire noi stessi come specie, questo ti pare una buona dimostrazione di evoluzione?

    Grazie per il tuo contributo.

    “Abbiamo bisogno di una diversa concezione, più saggia e forse più mistica, degli animali. Lontano dalla natura universale e vivendo secondo complicati artifici, l’uomo civilizzato osserva le creature attraverso la lente della propria conoscenza, e quindi vede una piuma ingrandita e l’intera immagine ne è distorta. Noi li trattiamo con superiorità per la loro incompletezza. Per il loro tragico destino di aver assunto forme così lontane dalle nostre. E in questo sbagliamo, e sbagliamo enormemente. Perché un animale non deve essere misurato secondo il metro umano. In un mondo più antico e più completo del nostro, essi si muovono finiti e completi, dotati di quell’estensione dei sensi che noi abbiamo perso o mai avuto, vivendo circondati da voci che noi non udiremo mai. Non sono fratelli. Non sono esseri sottostanti. Sono altre entità, intrappolate insieme a noi nella rete della vita e del tempo, prigionieri come noi dello splendore e delle sofferenze della Terra.”

    H. Beston

  17. capisco che un bambino di 3 anni possa rimanere shockato da un’immagine del genere, ma un genitore avrebbe il coraggio di portare il proprio bambino in un mattatoio a vedere come viene prodotto il suo hamburger? … le favole fanno bene, le bugie un pò meno

  18. Tutti quelli che sparano idiozie e antepongono giustificazioni senza senso che, soprattutto, non hanno nulla a che vedere con il rispetto per la VITA, sono invitati ad eseguire una bella prova : ANDATE VOI IN UN ALLEVAMENTO INTENSIVO / MATTATOIO A PROVARE COSA VUOL DIRE VIVERE IN QUEL MODO INDEGNO IN ATTESA DI ENTRARE IN UNA CORSIA DELIMITATA DA PALI DI FERRO , IN FONDO ALLA QUALE UN BASTARDO VIGLIACCO UMANO TI SPARA UNA PISTOLETTATA ALLA TEMPIA ( nel migliore dei casi )!!! LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO !!! ANDATE VOI AL POSTO DEGLI ANIMALI !!! LURIDI VIGLIACCHI UMANI CHE NON SIETE ALTRO !!! ANIMALI LIBERI PER DIO !!!!!

  19. Non solo condivido, ma appoggio pienamente ogni singola parola avete utilizzato (con grande eleganza) nelle vostre risposte anche ai provocatori di turno In questi giorni, e fino a fine mese, tutte le mie mail terminano con una locandina Buona Pasqua ANCHE A LORO, con l’immagine di un agnello e di un capretto. Per il resto dei mesi vorrei poter diffondere la campagna Chi mangi oggi?

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