Gli olii vegetali uccidono gli Oranghi

aan

Si chiama Aan e si tratta di un Orango femmina rinvenuto in fin di vita in una piantagione di olio di palma nel Borneo, che è stato salvato dalla fondazione inglese Orangutan Foundation e dall’agenzia indonesiana per la conservazione delle specie.

Le sono stati rimossi 37 pallini dal cranio e 67 dal resto del corpo. Ha perso un occhio, l’udito è compromesso e tuttavia è viva. Si trova in un centro per Animali nella giungla del Borneo. Aan ha 15 anni e ad ha subito tre interventi. Probabilmente a sparare sono stati dei coltivatori, che considerano questa specie come una piaga per le loro colture.

Gli esperti della Orangutan Foundation ritengono che ci siano ancora tra 50 e 60 mila Oranghi liberi nelle foreste, l’80% dei quali in Indonesia e il resto in Malesia. La regione del Kalimantan in Borneo è uno degli ultimi rifugi dell’Animale.

Sono soprattutto le grosse compagnie produttrici di olio di palma a pagare i residenti perchè si sbarazzino degli Animali. L’olio di palma è utilizzato in moltissimi alimenti venduti nei supermercati, sulle etichette troverete scritto molto spesso solo “OLI VEGETALI”, non contribuite a questa strage: non acquistateli. Tra i maggiori usufruitori trovate Unilever, Nestlé, Kraft, Procter&Gamble, Ferrero e Unigrà. Finisce nella margarina Flora, nel formaggio Philadelphia o nelle Pringles, persino nella Nutella.

Per maggiori info: Green the film

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6 pensieri su “Gli olii vegetali uccidono gli Oranghi

  1. forse queste immagini, queste storie bisognerebbe scriverle alle aziende sopra citate…secondo me non si rendono conto della situazione, avendo la fortuna di trovare la persona giusta qualcosa magari cambierebbe…

  2. Ciao Riccardo,

    tu davvero pensi che questa gente non sia consapevole del danno che sta causando?

  3. ciao ragazzi, io penso che ai livelli più alti lo sappiano di sicuro ma mi immagino quanti dipendenti normali siano tenuti allo scuro e non se ne rendano conto…Oltre al Borneo, anche in Africa il bacino del Congo (detto cuore d’Africa) è in stato di guerra…Ci sono associazioni come il WWF (di cui sono attivista) che stanno facendo molto ma non basta, penso si possa fare molto di più…purtroppo è il solito discorso che affligge le società occidentali che non sanno perchè non vedono…ci sta a pennello la frase “una volta aperti gli occhi…” il problema è farli aprire…o meglio far aprire occhi, mente, cuore contro il vile e sporco denaro che rovina il mondo.

  4. Siamo noi che possiamo e dobbiamo fare la differenza. Questo scempio avviene solo perché c’è richiesta di un prodotto e perché per guadagnare si è disposti a fare di tutto. Non è la moralità delle aziende che deve cambiare, ma la mostra.

  5. MALEDETTI I PRODUTTORI DI OLIO DI PALMA, ASSASSINI DI BIODIVERSITA’, COMPLICI ANCHE I GOVERNI.

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