La storia dei Macachi prigionieri nell’Università di Modena

yuri

Nella foto Yuri, il cucciolo di Macaco salvato dallo stabulario 
dell’Università di Modena

Fonte Veganzetta

Fin dal 2005 era noto che uno sperimentatore dell’università di Modena portasse avanti una linea di ricerca sulle Scimmie.
Si tratta di esperimenti molto invasivi che coinvolgono il cervello e si concludono con l’uccisione dell’Animale. Nel 2010, grazie all’Ufficio Diritti Animali del Comune, siamo riusciti a incontrare il vivisettore chiedendogli la chiusura immediata di questo esperimento. In cambio la LAV si sarebbe fatta carico delle Scimmie superstiti (circa diciotto Macaca fascicularis), mettendole a dimora in un parco faunistico. Da quel giorno è cominciata una lunga e difficile trattativa che si è conclusa con la cessione di un solo Macaco. Il cucciolo, che ha un vistoso “210” tatuato sul petto, si trova ora in un parco faunistico.
Grazie all’associazione svizzera ATRA che ha offerto le risorse per il suo mantenimento e la sua cura, adesso ha l’opportunità di vivere una vita serena, con una madre adottiva e lontano dai laboratori.
Questa vicenda ha un altro aspetto positivo poiché, nell’atto di cedere il Macaco, lo stabulario ci ha firmato un impegno scritto a non sostituire quell’Animale con l’acquisizione di nuovi primati. Come tutti sanno, è recentemente entrata in vigore la nuova legge che regola la vivisezione, la quale vieta espressamente l’allevamento di primati da usare negli esperimenti. Questo significa che le università potranno fare vivisezione sui Macachi, però non potranno allevarli e dovranno quindi acquistarli, magari da altri Paesi fornitori. I vivisettori dell’università di Modena invece si trovano tra due fuochi: non solo, come succede negli altri atenei, non potranno più allevare Macachi, ma non potranno nemmeno acquistarne. Proprio a causa dell’accordo che loro stessi hanno incautamente firmato!
Per questo motivo, non appena la nuova legge sulla vivisezione è entrata in vigore, abbiamo moltiplicato i nostri sforzi per ottenere un incontro con l’università di Modena e pervenire ad un accordo volontario. Ma l’assessore all’ambiente del comune di Modena si è mostrato troppo preso dalla campagna elettorale per continuate a supportarci. Così abbiamo deciso di parlare dei Macachi di Modena sui media nazionali nella speranza che l’università si decida a chiudere questa inutile linea di ricerca.

Adesso è importante che l’attenzione sullo stabulario di Modena rimanga alta, e che i cittadini si facciano sentire con tutti i mezzi possibili affinché la nostra università si decida a compiere un gesto di civiltà e buon senso. Come tutti gli Animali, i Macachi di Modena meritano di vivere lontano dal bisturi dei vivisettori, e per riuscirci hanno bisogno di noi.

Yuri Bautta

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