Da un’investigazione di essere Animali e Nemesi Animale

“Morire per una pelliccia” è un documento senza precedenti che mostra gli allevamenti di visoni in Italia. Un’investigazione condotta da essereAnimali e Nemesi Animale con lo scopo di rendere visibili questi luoghi sconosciuti e nascosti, in cui ogni anno vengono uccisi 170.000 animali destinati a diventare pellicce.

“Morire per una pelliccia” ricostruisce con video e fotografie l’intero ciclo vitale di questi animali prigionieri.
Entrando negli allevamenti o con telecamere nascoste abbiamo documentato la loro nascita, la loro vita in gabbia, la loro sofferenza e la loro morte.

Per la prima volta in Italia viene documentata l’uccisione dei visoni con camere a gas. Per la prima volta in assoluto un nostro infiltrato ha potuto filmare con una telecamera nascosta le prime fasi di lavorazione dei cadaveri.

Come tutti gli animali costretti in un allevamento, tutto quello che i visoni possono fare è subire quello che viene loro inflitto dagli allevatori, tutto ciò di cui avranno esperienza è una privazione continua dei loro istinti.

Le immagini video e le fotografie non lasciano dubbi: la pelliccia è morte e sofferenza e gli allevamenti di visoni devono essere aboliti, al più presto.

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Per più di 18 mesi le organizzazioni essereAnimali e Nemesi Animale hanno documentato la realtà degli allevamenti di visoni in Italia. Una realtà quasi segreta, nascosta, sconosciuta ai più e molto protetta. Allevamenti da cui ogni anno 170.000 animali escono morti e scuoiati.

Entrando negli allevamenti, piazzando telecamere nascoste e tramite un infiltrato abbiamo documentato la loro nascita, la loro vita in gabbia, la loro sofferenza e la loro morte. Per la prima volta in Italia viene documentata l’uccisione dei visoni con camere a gas.
Per la prima volta in assoluto un nostro infiltrato ha potuto filmare con una telecamera nascosta le prime fasi di lavorazione dei cadaveri.

Quello che abbiamo trovato negli allevamenti sono migliaia e migliaia di individui privati della libertà e della possibilità di una vita degna di questo nome. Gabbie su gabbie piene di animali considerati solo in funzione del loro splendido manto, da strappargli via al momento opportuno.

La vita in gabbia e lo stress portano molti di questi animali a mostrare segni di cedimento psicologico, evidenziati dai comportamenti stereotipati, documentati nel nostro caso piazzando una telecamera nascosta vicino ad una gabbia. Il povero visone prigioniero va avanti e indietro ritmicamente tutto il giorno o quasi.

La vita a stretto contatto di animali che sono in natura solitari porta a gravi casi di aggressioni e ferite. In particolar modo nel periodo in cui i piccoli, tenuti fino a 5 in una gabbia, iniziano a crescere, questi fenomeni sono diffusi ed evidenti. Abbiamo trovato visoni con ampie ferite alla testa, alla coda, alle zampe.

La vita di prigionia porta alcuni animali stressati ad automutilarsi. Non possiamo sapere se alcune delle ferite da noi riscontrate, alle zampe o alla coda, possano essere derivanti dallo stress e siano autoinfilitte.

In seguito a malattie o ferite molti animali agonizzano o muoiono nelle gabbie. I loro compagni non possono fare altro che convivere con chi sta morendo o con i cadaveri.

L’uccisione in alcuni allevamenti avviene ancora con l’utilizzo di tubo di scarico di un trattore all’interno di una camera a gas artigianale. L’uso dei fumi di scarico è legale, ma la difficoltà di creare concentrazioni sufficienti e precise di CO rende questo metodo insicuro, lento e doloroso per gli animali. I visoni, animali semi-acquatici ed evoluti per trattenere a lungo il fiato, restano minuti dentro queste camere a gas prima di morire. I graffi all’interno delle pareti della camera a gas da noi documentata provano i loro disperati tentativi di liberarsi.

All’apertura della camera a gas gli allevatori sono tenuti a controllare uno ad uno che i visoni siano morti. Le immagini da noi ottenute in uno dei più importanti allevamenti di visoni in Italia provano che questo non accade e gli animali vengono gettati in un rullo con della segatura senza accertarsene.

GUARDA IL VIDEO: http://youtu.be/BYnD9UhPuB8

GUARDA LE FOTOGRAFIE: http://flic.kr/s/aHsjDZCp5B

GUARDA IL SITO: www.visoniliberi.org

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