Raccolta firme per referendum contro la caccia

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Fino al 20 ottobre 2021 c’è tempo per firmare i tre quesiti proposti per un referendum contro la caccia in Italia.

Si tratta di un’iniziativa avviata da due comitati referendari distinti che hanno cominciato la raccolta delle firme il 1° luglio 2021. Per poter ottenere una consultazione referendaria, sono necessarie almeno 500.000 firme valide (ogni quesito deve arrivare almeno alle 500.000 firme), la raccolta delle firme avviene recandosi con un documento di identità presso gli uffici elettorali del proprio comune di residenza, oppure mediante i banchetti istituiti sul territorio dai due comitati e da pochi giorni anche online mediante la firma digitale (con SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale).
Per avere informazioni su come firmare, sui comitati referendari e per leggere delle considerazioni sull’opportunità o meno di avviare un referendum in questo periodo, si consiglia di leggere questo articolo: www.veganzetta.org/considerazioni-sul-referendum-contro-la-caccia

L’invito è quello di andare quanto prima a firmare per fare in modo che il referendum possa avvenire e si possa concretamente realizzare la possibilità di eliminare una pratica assassina, anacronistica e violenta come è quella della caccia.


Comitati referendari:
https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it
https://rispettoanimali.it


Firma digitale del 1° quesito: www.referendumsiaboliamolacaccia.it/firma-digitale
Firma digitale 2° quesito: raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CACCIA157
Firma digitale 3° quesito: raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CACCIA842


ATTENZIONE: Chi non vuole o non può firmare digitalmente i tre quesiti referendari può farlo di persona recandosi al proprio Comune di residenza presso l’ufficio elettorale o anagrafe (dipende dal Comune) e richiedere i moduli per le firme esibendo un documento di identità.


Fotografia di apertura: fonte Committee Against Bird Slaughter (CABS)

4 pensieri su “Raccolta firme per referendum contro la caccia

  1. Voglio firmare, insieme alla mia famiglia, quattro persone, ma non posso in modo digitale. Vivo a Foligno, ditemi quando e dove possiamo firmare. Grazie

  2. Buongiorno Francesco,

    Puoi recarti presso la sede del Comune di Foligno all’ufficio elettorale o anagrafe (dipende dal Comune), lì troverai i moduli per la firma dei tre quesiti referendari. Per la firma basta esibire un documento di identità valido.
    Qualora i quesiti referendari non fossero presenti, oppure fosse presente solo uno dei tre quesiti, fallo presente ai comitati referendari inviando loro una email: in breve tempo invieranno i moduli in modo che tu possa firmarli e farli firmare alle altre persone interessate.
    Se mancano i primi due quesiti scrivi a: rispettopertuttiglianimali@gmail.com
    Se manca il terzo quesito, scrivi a: comitato@referendumsiaboliamolacaccia.it

    Il Comune è obbligato a fornire a rendere disponibili i moduli referendari per le firme ai cittadini.

  3. A proposito di animali, firmerò io e la mia famiglia, per l’abolizione della caccia. Sono a chiedervi come mai l’Iva sulle visite e analisi per gli animali, sia così alta, 22%. Spesso si evita di curarli proprio perchè l’Iva incide molto sulla spesa. So che in altri paesi l’Iva è agevolata per curare gli animali . Potete intervenire presso il ministro competente in materia, per provvedere a questa situazione. Si parla molto in questo periodo di animali, ma non si fa niente per agevolarli. Firmato Francesco Tempesta 333/5223718

  4. Buongiorno Francesco,

    Purtroppo evidenzi uno dei mille problemi relativi al nostro rapporto con gli altri Animali che è palesemente ingiusto. La cura degli Animali che vivono con noi è sempre stata considerata un “lusso” e per tale motivo l’IVA è del 22%, questo in linea con il pensiero specista che contraddistingue la nostra società e che ci porta a considerare la salute degli Animali come qualcosa di superfluo e poco importante, dunque da pagare a caro prezzo.
    Campagne per gli animali fornisce solo pubblicità antispeciste da utilizzare e non si occupa di organizzare campagne di pressione nei confronti delle istituzioni.

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