Roger Olmos: Senzaparole

Da Veganzetta:

Intervista e esposizione opere di Roger Olmos, autore ed illustratore del libro “Senzaparole” edito da Logos in collaborazione con FAADA (faada.org)

Cosa ti ha spinto a cambiare il tuo stile di vita e a diventare vegan?

Ho scelto di diventare vegan circa quattro o cinque anni fa. Prima mi cibavo di qualsiasi cosa, vestivo capi in pelle, mangiavo un’ enorme quantità di yogurt e non mi preoccupavo per niente della sperimentazione animale, fondamentalmente perché tutte le informazioni che ho ora non erano ancora nella mia testa.
Nella mia famiglia la carne era la normalità, ogni giorno.
Mio nonno era un macellaio e il mio bisnonno lavorava in un mattatoio. A quei tempi il metodo di abbattimento degli Animali consisteva in una martellata in testa, mentre erano legati ad un grande anello sul pavimento, era un orribile modo di morire…

bisnonno al mattatoio
Il bisnonno di Roger in un macello

Noe, mia moglie, è stata vegetariana per vent’anni e come me da circa quattro/cinque anni è vegana, abbiamo preso insieme la decisione di smettere di consumare qualsiasi prodotto di origine animale.
Il motivo di questa scelta? La visione del film “Earthlings”.
Arrivai a casa e mi disse che avrei dovuto guardare un documentario, era molto triste e mi disse che era abbastanza violento, ma che era importante che io sapessi cosa accadeva “al di sotto” del mio stile di vita. Così mi sedetti davanti al mio computer, lo cercai su Google e comincia a guardarlo.
Non riuscivo a smettere di piangere, lacrime silenziose scendevano dai miei occhi. Dovetti interromperlo, non riuscii a finirlo.
Dopo quel giorno cominciai a pormi molte domande…Ho due Cani e tre Gatti. Se si ammalano li porto dal veterinario perché non voglio che soffrano. Così compresi di essere stato cieco, perché come è ovvio se voglio mangiare una bistecca, un Animale deve morire, ma non avevo mai pensato a come questi Animali vengano uccisi. La cosa peggiore però non è il momento della morte, l’agonia inizia dal momento in cui nascono fino alla loro fine. Per un Maiale nato in gabbia, le uniche cose che può annusare sono sangue e feci, gli vengono tagliati i testicoli con una pinza, si infetta, è pieno di sostanze chimiche, viene gettato, fulminato, accatastato, sa che sta per morire, impiccato, bollito e spesso ancora vivo gli viene tagliata la gola e in pochi minuti la sua vita se ne va… e tutto questo solo per un piacere del palato, un piacere che dura cinque minuti, il tempo necessario per finire la mia bistecca. Da qual momento non ho più mangiato o indossato nulla che provenisse dagli Animali.

Quando e perché hai preso la decisione di illustrare un libro sullo specismo?

Cominciai a pensare e vedere le cose da una nuova prospettiva. Nelle pubblicità ad esempio, le Mucche danzano felici dicendoti che devi mangiare il loro yogurt e i Maiali ti raccomandano di provare le loro salsicce.
Come illustratore, ho visto molti libri con storie ambientate in una fattoria, dove Mucche, Polli e Conigli dicono “Buon giorno signor allevatore”, “Ciao ragazzi, come state oggi?” risponde lui agli Animali.
Cominciai a pensare: li ucciderai, prenderai il Coniglio per le zampe posteriori, sbatterai la sua testa contro un muro e gli strapperai la pelle con un coltello…Cos’è tutto questo? Storie di Elefanti sorridenti in un circo, o di Leoni felici che saltano attraverso un cerchio di fuoco mentre il domatore li frusta.
Questo accade perché questi libri o queste pubblicità sono fatti da persone come me, persone che non sanno.
Un ragazzino legge la storia in cui una ragazzina gioca con un MJaialino e affrontano favolose avventure insieme e quando il libro è finito, sua madre lo chiama per cena e cosa c’è nel piatto? Maiale…..Quindi? Le persone sono bipolari?
Io e mia moglie (è stata lei ad avere l’idea) volevamo creare un libro per spiegare tutto questo, ma con un obiettivo diverso, il pubblico non doveva essere vegan. Vogliamo parlare ai “cultori della carne”, persone che sono state educate a pensare che la carne è sana, che il latte faccia bene alle ossa, che la pelle è costosa ed elegante e che quindi sia la cosa migliore da indossare…. Persone come me, com’ero prima.
All’improvviso però arriviamo noi, diciamo loro che tutte queste cose sono sbagliate, tutte queste cose sono dolorose per le altre creature e che il latte o il formaggio che acquistano, non provengono da Mucche che corrono sane e felici in un campo enorme pieno di erba.
Ho deciso quindi di mostrare delle immagini, immagini dure, ma allo stesso tempo di evitare l’ovvio, lasciando che sia la mente a capire la possibile fine della situazione descritta. In senso poetico, delle belle immagini.
Normalmente la maggior parte dei flyer, poster, video ecc dell’attivismo vegan sono molto crudi, molto violenti, questa è la realtà, è vero, ma tutte queste immagini colpiscono più chi ha già deciso di cambiare, persone che conoscono già lo stato delle cose, quando invece dovrebbero essere rivolte alle altre persone, per poterle “educare”.
Persone come mio padre o mia madre però semplicemente distolgono lo sguardo, è scomodo per loro, non vogliono sentirsi colpevoli, non vogliono sapere. Li stiamo additando, è colpa vostra!! Urliamo. A loro non piace questo, non lasciamo loro lo spazio per pensare a riguardo. Ho mostrato “Senzaparole” a mio padre e gli è piaciuto, si è soffermato ad osservare le immagini e ha cercato di capirle, qual’è il messaggio? Se avessi fatto un libro pieno di persone che aprono lo stomaco di una Mucca con la motosega, mentre l’animale appeso si dibatte spruzzando sangue ovunque, non gli sarebbe piaciuto e sicuramente avrebbe cercato di cancellare al più presto quelle immagini dalla sua mente.
Le persone non pensano che gli Animali non umani abbiano sentimenti, non pensano che provino dolore, che possano essere tristi o felici, sono qui a nostro uso, per nutrirci, per divertirci, pensano che siano inferiori, ma questo accade perché le persone non sanno. Abituarsi a queste nuove informazioni è un processo lento.
Nel mio libro non non voglio accusare nessuno, non voglio dire cosa uno dovrebbe o non dovrebbe fare, non voglio nemmeno parlare di salute.
Non c’è pressione, solo immagini che raccontano le differenti conseguenze delle nostre abitudini.
Il cambiamento deve venire da te, da una tua personale decisione, non ti deve essere imposta da qualcun altro.
Se avverrà in questo modo, il cambiamento sarà vero. Come è accaduto a me.

Hai ricevuto riscontri positivi dalle persone? Anche da persone non vegan?

Le reazioni al libro sono state positive, sia da persone vegan che non.
Alla Children’s Book Fair di Bologna le copie sono andate tutte vendute e alla presentazione alla Zoo Gallery era pieno di gente. Mi è stato detto che non ci sono libri come questo, che è perfetto per i genitori che vogliono spigare queste cose ai figli e viceversa. Lo scrittore premio Nobel J.M. Coetzee e la Dott.sa Jane Goodall hanno scritto alcune parole per questo libro e ne sono davvero felice.

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