{"id":1031,"date":"2013-01-19T16:54:57","date_gmt":"2013-01-19T16:54:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/?p=1031"},"modified":"2021-03-17T10:38:42","modified_gmt":"2021-03-17T09:38:42","slug":"riflessioni-sul-megamanifesto-chi-mangi-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/riflessioni-sul-megamanifesto-chi-mangi-oggi\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul manifesto &#8220;Chi mangi oggi?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo alcune riflessioni degli Animalisti FVG relative alle polemiche nate dopo la pubblicazione del megamanifesto antispecista &#8220;Chi mangi oggi?&#8221; a Pordenone.<\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1032\" style=\"border: 0px none; margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" src=\"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/questoperblog.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/questoperblog.jpg 400w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/questoperblog-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/questoperblog-232x175.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Ci sono immagini \u201cinvisibili\u201d perch\u00e9 convenzionalmente accettate e altre che, per qualche ragione, fanno gridare allo scandalo.<br \/>\nSiamo, pi\u00f9 o meno consapevolmente, circondati da un numero infinito di immagini violente ogni giorno, in ogni luogo. Le azioni quotidiane che ci troviamo a compiere quasi meccanicamente e che ci paiono fra le pi\u00f9 innocenti, si svolgono anch&#8217;esse in contesti saturi di rimandi alla violenza; pensiamo ai banchi delle macellerie o delle pescherie, a certi scaffali di supermercato o alle sagre di paese in cui \u201csi fa la festa\u201d a qualche animale.<br \/>\nEppure la brutalit\u00e0 che si cela dietro a ci\u00f2 che mettiamo nel carrello appare astratta, non offende n\u00e9 oltraggia nessuno; attorniati da milioni di pezzi di animali sotto cellophane, asetticamente confezionati in vaschette bianche riposte una accanto all&#8217;altra, scegliamo di indignarci alla visione di un manifesto affisso in centro citt\u00e0.<\/p>\n<p>Basta un candido bambolotto di plastica a farci perdere la testa, a scatenare reazioni accompagnate da aggettivi quali &#8220;osceno&#8221;, &#8220;vergognoso&#8221;, &#8220;eccessivo&#8221;, &#8220;di cattivo gusto&#8221;.<br \/>\nQualcuno rivendica il diritto al proprio piatto di tortellini in brodo per natale.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi, disgustato, invoca una riflessione etica ed oggettiva sull&#8217;immagine utilizzata (un&#8217;etica e un&#8217;oggettivit\u00e0 ad uso e consumo della specie umana), chi parla della necessit\u00e0 di evitare carni piene di ormoni, ritenendo quest&#8217;ultimo un atto \u201csufficientemente etico nei confronti delle bestie\u201d. Pi\u00f9 di cos\u00ec non si pu\u00f2 fare, viva la libert\u00e0 ma prima di tutto il rispetto per la vita umana, a ciascuno il proprio posto, i bambini non si toccano- questo il tenore delle reazioni.<\/p>\n<p><!--more-->Nel promuovere la campagna antispecista \u201cCHI mangi oggi?\u201d a Pordenone siamo stati fin dall&#8217;inizio consapevoli del fatto che l&#8217;immagine del bambolotto \u00e8, ancora per molti, inspiegabilmente considerata tab\u00f9, in quanto pu\u00f2 rimandare alla figura di un bambino. Tuttavia sostenere un diretto collegamento con il mondo dell&#8217;infanzia \u00e8 errato.<br \/>\nIl bambolotto \u00e8 un umano, \u00e8 ciascuno di noi. Rappresenta il nostro immedesimarsi nella condizione animale, in quei pezzi di animali (inscatolati, incellophanati, esposti) che con cos\u00ec tanta prepotenza ci circondano ovunque, quotidianamente.<br \/>\nLa nostra societ\u00e0, pur cos\u00ec assuefatta a continue sollecitazioni visive violente, \u00e8 portata a misurare le ingiustizie con il metro di giudizio che ella stessa ha concepito, convenientemente dettato dall&#8217;appartenenza di specie.<br \/>\nE&#8217; forse per questo motivo che, alla visione del bambolotto (l&#8217;<i>umano<\/i> al posto dell&#8217;<i>animale<\/i>), ci si appella cos\u00ec accoratamente al \u201ccattivo gusto\u201d; l&#8217;indignazione <i>tout court<\/i> \u00e8 lo strumento pi\u00f9 rapido e indolore<br \/>\nper inibire riflessioni che possano andare nel profondo, al di l\u00e0 della simbolicit\u00e0, scandagliando il nostro animo.<br \/>\nQuesta reazione \u00e8 prevedibile, e la campagna si prefigge anche questo scopo: ottenere una reazione e sondare la gamma di risposte da parte dell&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1033 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/chi-pn.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/chi-pn.jpg 500w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/chi-pn-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/chi-pn-228x175.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Essa veicola quello che, nei fatti, \u00e8 un messaggio inequivocabile: \u201c<strong>gli animali non sono cose. Quando li mangi o li sfrutti, mangi QUALCUNO. Non QUALCOSA<\/strong>\u201d.<br \/>\nMa su una frase come questa la quasi totalit\u00e0 delle persone indignate preferisce non soffermarsi, concentrandosi piuttosto sul bambolotto per avventurarsi in fantasiose teorie,<br \/>\nspingendosi persino a ipotetici rimandi alla pedofilia o al cannibalismo.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi al lancio della campagna a Pordenone abbiamo assistito ad accesi dibattiti sui social network, molti dei quali aventi come interlocutori genitori pordenonesi.<br \/>\nLaddove, nella discussione, qualcuno provasse a riassumere a proprio modo il senso dell&#8217;iniziativa, parlando di sofferenza animale o anche semplicemente di giustizia sociale, egli veniva prontamente incalzato<br \/>\ncon riferimenti al pomodoro che soffre e alla lattuga recisa.<br \/>\nAlcune mamme si sono chieste &#8220;come spiego questa cosa a un bimbo?&#8221;<br \/>\nLa stessa domanda pare non se la pongano transitando con i loro figli davanti alle vetrine delle macellerie, davanti a tanti animali ancora interi appesi a un gancio.<br \/>\nCi sarebbe da chiedersi come spiegheranno ai bambini di quei corpi (veri, non bambolotti) senza vita.<\/p>\n<p>E&#8217; oltremodo bizzarro e a tratti sorprendente come la consuetudine renda cos\u00ec impercettibile la sofferenza di altre specie e come, invece, un comunissimo bambolotto possa saltare cos\u00ec all&#8217;occhio, ingenerando sdegno.<br \/>\nE quando c&#8217;\u00e8 sdegno si avverte la necessit\u00e0 di innalzare le barriere dell&#8217;autodifesa, appellandoci alle abitudini, alla necessit\u00e0 di mangiare animali per abitudine, come se non esistesse una vera scelta non violenta,<br \/>\ncome se non mangiare o sfruttare animali implicasse necessariamente l&#8217;isolamento dalla societ\u00e0, il confino in un&#8217;isola deserta, un vivere da naufraghi.<br \/>\nEcco che, nel commentare la campagna, si sottolinea come la carne del supermercato non provenga in realt\u00e0 da allevamenti intensivi, bens\u00ec da contesti pi\u00f9 piccoli e \u201cvirtuosi\u201d.<\/p>\n<p>La questione pare essere d&#8217;improvviso tutta legata gli allevamenti intensivi, che \u201cmaltrattano gli animali\u201d. Mentre &#8220;se fai riferimento al macellaio di fiducia e ti informi da dove viene la carne che compri, \u00e8 gi\u00e0 abbastanza etico&#8221;.<br \/>\nUna delle frasi pi\u00f9 indicative fra quelle lette in rete in questa occasione riguarda la parola vegan: \u201csembra una setta, non un modo di alimentarsi&#8221;.<br \/>\nE&#8217; disarmante come ancora per molte persone vegan corrisponda a <i>una setta<\/i> (nella peggiore delle ipotesi) o, tuttalpi\u00f9, a un<i> modo di alimentarsi<\/i>.<br \/>\nLa scelta etica che vi sta alla base non viene mai seriamente presa in considerazione, perch\u00e9 scomoda; liquidando il veganismo come fenomeno alimentare si chiude la questione, non si lascia spazio a implicazioni<br \/>\nche possano in qualche modo minare le coscienze.<br \/>\nE d&#8217;innanzi al bambolotto sotto cellophane, che colpisce come un pugno allo stomaco, si pu\u00f2 (a differenza degli animali, il cui destino \u00e8 segnato) scegliere di andare avanti,<br \/>\ndifendendo comode abitudini e allontanando scomode verit\u00e0: baster\u00e0 anteporre il disgusto alla riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo alcune riflessioni degli Animalisti FVG relative alle polemiche nate dopo la pubblicazione del megamanifesto antispecista &#8220;Chi mangi oggi?&#8221; a Pordenone. 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