{"id":1683,"date":"2013-09-25T13:02:35","date_gmt":"2013-09-25T12:02:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/?p=1683"},"modified":"2021-03-11T17:05:14","modified_gmt":"2021-03-11T16:05:14","slug":"fedeli-alla-linea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/fedeli-alla-linea\/","title":{"rendered":"Fedeli alla linea"},"content":{"rendered":"<p><em>Da Veganzetta n\u00b0 7 \/ 2013<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1684\" src=\"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mosca.jpg\" alt=\"mosca\" width=\"600\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mosca.jpg 600w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mosca-292x230.jpg 292w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mosca-500x393.jpg 500w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/mosca-222x175.jpg 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p><em>illustrazione di Emy Guerra<\/em><\/p>\n<p>Essere, o rimanere,\u00a0<i>fedeli alla linea<\/i>\u00a0significa non cambiare, non rinnegare ci\u00f2 che si \u00e8, e continuare con coerenza a seguire un pensiero, senza dogmatismi \u2013 certo \u2013 ma anche senza cedimenti o deroghe: pericolosi e inaccettabili tanto quanto i primi.<br \/>\nPer essere fedeli a una linea come gruppo, associazione o movimento \u00e8 necessario ovviamente non solo che essa esista e sia palese, ma anche che sia riconosciuta e condivisa; questo di sicuro \u00e8 un problema tangibile dell\u2019antispecismo dei nostri tempi. \u00c8 chiaro che \u00e8 del tutto naturale che vi siano in seno all\u2019antispecismo visioni, correnti e prospettive diverse che devono essere comprese e rispettate; \u00e8 altrettanto chiaro che l\u2019esperienza, l\u2019elaborazione teorica e il contesto sociale, influiscono fortemente sull\u2019idea antispecista e la plasmano trasformandola di continuo. A volte smussandone gli angoli, altre creandone di nuovi. Esistono per\u00f2 degli elementi che \u00e8 quasi impossibile modificare o porre in discussione, o in secondo piano, pena un completo smarrimento identitario, come per esempio la ferma volont\u00e0 di porre fine alla violenza, allo sfruttamento e all\u2019uccisione degli Animali.<br \/>\nPossiamo quindi individuare mille sfumature dell\u2019antispecismo, o considerare mille definizioni dello stesso a seconda della persona, del gruppo o dell\u2019associazione che l\u2019esplicita, ma non \u00e8 possibile considerare l\u2019antispecismo come filosofia contraddistinta dalla coerenza e dalla spinta rivoluzionaria, privandolo di una delle sue linee fondamentali: per l\u2019appunto la lotta contro la violenza nei confronti degli Animali.<br \/>\nNon a caso si parla di lotta contro la violenza perch\u00e9 in definitiva il controllo \u2013 il possesso \u2013 dei corpi degli altri (la segregazione, le mutilazioni, la riproduzione forzata, la selezione artificiale\u2026) avviene sempre e solo con l\u2019uso di metodi coercitivi e violenti che l\u2019Umano utilizza per sottomettere l\u2019Animale e controllarne il ciclo biologico, non potrebbe del resto essere altrimenti. Ancora di violenza si tratta quando si esercita il dominio \u2013 ossia il potere derivante da una supremazia biologica, tecnologica, fisica o altro \u2013 su altri esseri senzienti potendone disporre a nostro piacimento, e decidendone le sorti cancellando ogni diritto e identit\u00e0: anche il dominio \u00e8 un atto di forza violento, anche quando la violenza non si palesa, ma ha sortito gi\u00e0 i suoi risultati devastanti su chi subisce il dominio e ha perso la volont\u00e0 di ribellione, la speranza di una fuga, la dignit\u00e0.<br \/>\nNon \u00e8 necessario, ovviamente, parlare poi dell\u2019uccisione, della macellazione, dello squartamento dei corpi degli Animali, e della loro reificazione e mercificazione: in questo caso la violenza \u00e8 oscenamente protagonista.<br \/>\nLa societ\u00e0 umana specista \u00e8 quindi caratterizzata da un uso enorme di violenza di ogni tipo atto a controllare, dominare, sfruttare e uccidere gli Animali secondo logiche e consuetudini che molto spesso si ripetono anche all\u2019interno della societ\u00e0 umana stessa mediante l\u2019esercizio del\u00a0<i>diritto del pi\u00f9 forte<\/i>.<br \/>\nDa antispecisti detestiamo tutto ci\u00f2, vorremmo che non fosse mai esistito, ma dato che tragicamente esiste e si perpetua nel tempo, vorremmo porre fine ai massacri quotidiani, alle ingiustizie, alla crudelt\u00e0, una volta per sempre: fondando una nuova societ\u00e0 e un nuovo approccio con le altre societ\u00e0 animali e l\u2019ambiente.<br \/>\nQuesta visione della societ\u00e0 umana futura diviene anche linea di condotta personale e pubblica, che si pone in antitesi a un\u2019altra linea (che \u00e8 quella dominante) del sangue delle vittime della nostra violenza.<br \/>\nSenza addentrarci in discorsi puramente filosofici, \u00e8 utile invece concentrarsi su alcune considerazioni logiche: se vogliamo combattere lo specismo, dobbiamo combatterne l\u2019ideologia e le pratiche, \u00e8 necessario avviare una battaglia culturale, sociale e politica che mini la societ\u00e0 del dominio sin dalle sue fondamenta; per fare ci\u00f2 abbiamo sostanzialmente due opzioni a disposizione: attaccare lo specismo adottandone i metodi e scontrarsi sul medesimo piano, oppure attaccarlo rifiutando i suoi metodi individuando un altro piano su cui battersi.<br \/>\nIn uno scenario ipotetico di scontro per la libert\u00e0 degli Animali si potrebbero trattare i loro aguzzini causando loro le stesse sofferenze che hanno inflitto agli Animali: \u00e8 la \u201clegge del taglione\u201d, quindi la vendetta assurta al ruolo di giustizia riparatrice. \u00c8 facile immaginare che molte persone sarebbero ben contente di adottare una simile soluzione, e sicuramente ci sono casi in cui le atrocit\u00e0 e le crudelt\u00e0 sono talmente enormi che chiunque, nessuno escluso, potrebbe essere tentata\/o di utilizzare tali metodi per punire i responsabili.<br \/>\nLo stesso scenario potrebbe avere una soluzione diversa che non preveda quanto sopra, ma che sarebbe molto pi\u00f9 difficile e dolorosa da perseguire, perch\u00e9 il ricorso alla forza per appianare divergenze, ottenere conquiste sociali e civili, o imporre una visione della societ\u00e0 o una ideologia, \u00e8 sempre stata la via pi\u00f9 breve e pi\u00f9 facile da percorrere, salvo poi generare mostri a volte anche peggiori di quelli combattuti.<br \/>\nLa problematica che s\u2019intende sollevare in questa sede non \u00e8 morale, ma solo attinente alla logica e alla coerenza.<br \/>\nPunire chi ha commesso un crimine mediante l\u2019adozione di metodi uguali o simili a quelli che si vogliono condannare pone chi giudica (e gi\u00e0 questa posizione \u00e8 discutibile e molto problematica per l\u2019antispecismo) nella medesima situazione di chi viene giudicato: si esercita un atto di violenza contro chi si intende sottomettere, punire, controllare, eliminare e in definitiva dominare. I\u00a0<i>social network<\/i>\u00a0sono pieni di commenti a notizie di violenza sugli Animali, in cui si pu\u00f2 leggere di persone pronte a uccidere, torturare, violentare chi ha commesso crimini orribili contro Animali indifesi. Senza esprimere alcun giudizio sul merito, \u00e8 chiaro che c\u2019\u00e8 un problema di metodo e in definitiva di coerenza: se noi vogliamo cambiare un\u2019ideologia fondata su violenza e dominio che impone agli altri le proprie ragioni con la forza, con metodi di dominio e violenti, non facciamo altro che sostituirci a chi vogliamo combattere adottandone il paradigma. La scala gerarchica, la stratificazione del dominio all\u2019interno della societ\u00e0 umana non cambierebbero affatto: si verificherebbe solo un\u2019inutile inversione di ruoli.<br \/>\nIl paradosso \u00e8 proprio questo. Se si vuole cambiare questa societ\u00e0 e porre fine alle immani sofferenze animali, non lo si deve fare con i metodi e le pratiche che abbiamo sempre conosciuto \u2013 che ci sono state insegnate sin dalla nascita \u2013 e che ci paiono pi\u00f9 semplici ed efficaci, ma con\u00a0<i>altro<\/i>\u00a0che forse ancora non abbiamo ben compreso, ma che ci \u00e8 indispensabile per eliminare i prodromi di una futura societ\u00e0 che farebbe rispettare una propria etica con la violenza, il controllo e la sopraffazione. La storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costellata di massacri, di guerre e di sofferenza; ogni rivoluzione sociale e politica che si \u00e8 basata sulla violenza e sull\u2019imposizione d\u2019ideologie non condivise ha generato altri massacri e altre violenze: basta aprire un libro di storia per averne la conferma.<br \/>\nL\u2019antispecismo \u00e8 una filosofia realmente rivoluzionaria: la prima visione altruistica che la nostra specie tenta con fatica di sviluppare. Adottando gli stessi metodi di lotta di chi intendiamo abbattere, svendiamo la nostra identit\u00e0 e smettiamo di essere\u00a0<i>fedeli alla linea<\/i>. Non dovremmo permettere che la legittima volont\u00e0 di porre rimedio il prima possibile al dolore infinito degli Animali, ci trascini verso posizioni che ci porterebbero sulla via di una societ\u00e0 etica retta magari da uno Stato etico, che fa rispettare le proprie leggi morali divenute norme con la forza.<br \/>\nNessuno pare abbia ad oggi soluzione di questo enorme problema, proprio per questo \u00e8 necessario un confronto aperto e pubblico su metodi e strategie dell\u2019antispecismo, perch\u00e9 l\u2019errore pi\u00f9 grande e imperdonabile che una persona antispecista possa fare \u00e8 pensare che\u00a0<i>il fine giustifica i mezzi<\/i>: in questo concetto giacciono dormienti i semi di un\u2019etica della violenza\u00a0<i>necessaria<\/i>\u00a0che in passato ha causato ogni genere di orrori.<\/p>\n<p><i>Adriano Fragano<\/i><\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 dedicato a un Elefante (maschio o femmina non \u00e8 dato sapere), che trascorre le vuote giornate della sua infelice esistenza rinchiuso in un recinto di un circo della famiglia Orfei. Per passare il tempo tenta di aprire con la proboscide la serratura del cancello del recinto. Anche se vi riuscisse, non potrebbe mai fuggire perch\u00e9 incontrerebbe un filo di spago a un metro e mezzo da terra che circonda l\u2019intera area dove vive. Un misero filo di spago teso tra un camion e l\u2019altro capace di fermare un Elefante alto pi\u00f9 di tre metri e dal peso di qualche tonnellata. Possiamo solo tentare di immaginare la violenza che ha piegato la volont\u00e0 di quel povero Animale. \u00c8 questo che dobbiamo distruggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Veganzetta n\u00b0 7 \/ 2013 illustrazione di Emy Guerra Essere, o rimanere,\u00a0fedeli alla linea\u00a0significa non cambiare, non rinnegare ci\u00f2 che si \u00e8, e continuare con coerenza a seguire un pensiero, senza dogmatismi \u2013 certo \u2013 ma anche senza cedimenti o deroghe: pericolosi e inaccettabili tanto quanto i primi. 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