{"id":1764,"date":"2013-11-12T23:11:46","date_gmt":"2013-11-12T22:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/?p=1764"},"modified":"2021-03-05T16:57:22","modified_gmt":"2021-03-05T15:57:22","slug":"massima-dose-tollerata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/massima-dose-tollerata\/","title":{"rendered":"Massima Dose Tollerata"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1765 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maximum-tolerated-dose.jpg\" alt=\"maximum-tolerated-dose\" width=\"630\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maximum-tolerated-dose.jpg 630w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maximum-tolerated-dose-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maximum-tolerated-dose-500x250.jpg 500w, https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/maximum-tolerated-dose-350x175.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte\u00a0<a href=\"http:\/\/gallineinfabula.wordpress.com\/2013\/11\/12\/massima-dose-tollerata\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Galline in Fabula<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>di Francesca Testi<\/strong><\/p>\n<p><em>Ma c\u2019\u00e8 qualcosa che disturba il lupo; un particolare stupido: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. Cos\u00ec il suo unico occhio impazzisce sempre pi\u00f9 e ben presto, attraverso la cicatrice dell\u2019occhio morto, spunta una lacrima.<\/em><br \/>\n<em>Allora il ragazzo fa una cosa curiosa, che calma il lupo, lo mette a suo agio. Il ragazzo chiude un occhio.<\/em><\/p>\n<p>D. Pennac<br \/>\nPer N, che era bellissima<\/p>\n<p><strong>Premessa, primavera 2013<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>Quando mi \u00e8 stato chiesto di raccontare\u00a0<i>Maximum Tolerated Dose<\/i>, documentario di Karol Orzechowski sul tema della sperimentazione animale, ho risposto immediatamente di s\u00ec, con entusiasmo e buoni propositi. Era qualche mese fa e Animal Equality stava gi\u00e0 lavorando per la diffusione del film in Italia.<\/p>\n<p>Non immaginavo che scrivere di questo film sarebbe stato cos\u00ec complicato e al tempo stesso importante.<\/p>\n<p><strong>Svolgimento, autunno 2013<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indice terapeutico (noto anche come rapporto terapeutico) \u00e8 una comparazione tra la quantit\u00e0 di un agente che genera l\u2019effetto terapeutico desiderato, e la quantit\u00e0 del medesimo agente che provoca morte (in studi condotti sugli animali) o tossicit\u00e0 (in studi su pazienti umani).<\/p>\n<p>Quantitativamente, \u00e8 il rapporto della dose letale o tossica divisa per la dose terapeutica.<\/p>\n<p>Negli studi sugli animali, l\u2019indice terapeutico \u00e8 la dose letale di un farmaco per il 50% del campione analizzato (LD50) diviso per la dose minima efficace per il 50% del campione stesso (ED50).<\/p>\n<p>La letalit\u00e0 non \u00e8 determinata negli studi clinici condotti su pazienti umani, la dose che produce una tossicit\u00e0 nel 50% del campione analizzato (TD50) viene utilizzata per calcolare l\u2019indice terapeutico.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 importante determinare la dose letale negli studi condotti sugli animali, ci sono solitamente tossicit\u00e0 che si verificano a dosi subletali nell\u2019uomo, e queste spesso limitano la dose massima di un farmaco. Un indice terapeutico pi\u00f9 elevato \u00e8 preferibile a uno inferiore in modo che il \u00a0paziente debba assumere una dose molto pi\u00f9 elevata di tale farmaco per raggiungere la soglia letale\/tossica rispetto alla dose utilizzata a fine terapeutico.<\/p>\n<p>LD50\/ED50\u00a0per gli animali<\/p>\n<p>TD50\/ED50 per gli umani\u00a0[1]<\/p>\n<p>La\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>.\u00a0<strong>I test<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0L\u2019indice terapeutico (noto anche come rapporto terapeutico) \u00e8 una comparazione tra la quantit\u00e0 di un agente che genera l\u2019effetto terapeutico desiderato e la quantit\u00e0 del medesimo agente \u00a0che provoca morte (in studi condotti sugli animali) o tossicit\u00e0 (in studi su pazienti umani).<\/p>\n<p>Non mi prefiggo di scendere in disquisizioni di tipo scientifico, malgrado abbia scelto di aprire questa breve riflessione citando un testo di carattere medico, non intendo parlare di numeri o di statistiche, non mi interessano i parametri applicativi n\u00e9 le relative deroghe. Desidero solo prendere il la da quella stessa formula che il regista ha scelto per intitolare il suo lavoro.<\/p>\n<p>Quando si parla di\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>\u00a0si intende, dunque, il massimo dosaggio di un principio attivo sopportabile da un individuo prima che questo gli causi la morte. Tale procedura \u00e8 condotta esclusivamente in studi su cavie non umane. Per i pazienti umani il protocollo prevede, al massimo, il rilevamento della dose tossica del principio attivo.<\/p>\n<p>Sono tanti gli animali di cui si racconta in\u00a0<i>Maximum Tolerated Dose<\/i>, dai piccoli roditori come Miss Peepers, ai cani, come Rita, fino a Darla, la giovane femmina di macaco, e a Jerom, lo scimpanz\u00e9 a cui \u00e8 dedicata quasi completamente l\u2019ultima parte del documentario. Alcuni di loro ce l\u2019hanno fatta, superando quel dosaggio mortale hanno vinto, e fuori dal laboratorio hanno trascorso e trascorrono una vita vera, amati e rispettati; altri, come Jerom, non hanno potuto resistere. Non ce l\u2019hanno fatta.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>.\u00a0<strong>Il dolore<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Negli studi sugli animali, l\u2019indice terapeutico \u00e8 la dose letale di un farmaco per il 50% del campione analizzato (LD50) diviso per la dose minima efficace per il 50% del campione stesso (ED50).<\/p>\n<p>Si discute tanto di sperimentazione animale, si ascoltano scienziati, medici, filosofi e attivisti, si riflette sui dettagli legislativi e morali, si cercano alternative praticabili, si prova a convincere \u201cgli altri\u201d che abbiamo ragione. Ognuno di noi sceglie la strada che gli sembra pi\u00f9 percorribile al fine di raggiungere un obiettivo cui tiene, e non posso dire che ci sia qualcosa di sicuramente giusto e qualcosa che sicuramente non lo \u00e8, eppure non posso non ravvisare un rischio in tutto questo trambusto di opinioni e certezze: dove sono gli individui cui dovremmo dar voce? Si parla di loro (tanto) per loro (un po\u2019 meno), ma quanto siamo in grado di guardarli negli occhi?<\/p>\n<p>In\u00a0<i>Maximum Tolerated Dose<\/i>\u00a0si affronta con una lucidit\u00e0 difficilmente eguagliabile il disastroso impatto emotivo della sperimentazione sugli animali che la subiscono, e forse sono le storie di Darla e Jerom a dar forma a tutto questo nelle sue pi\u00f9 indelebili manifestazioni.<\/p>\n<p>Di Darla si sa poco o niente, ma la sua esistenza tra solitudine e pareti fredde \u00e8 testimoniata da ben due tatuaggi. \u00c8 stata coinvolta in esperimenti cos\u00ec cruenti da non riuscire a essere raccontati nemmeno dai tecnici che hanno lavorato con lei, ha conosciuto la fame, al punto che ora sa solo divorare il cibo con rabbia, \u00e8 stata violentata dai bisturi e stordita dalle anestesie. La persona che ci racconta di lei ce la descrive mentre cerca conforto abbracciando i pochi oggetti nella sua gabbia, nell\u2019attesa che l\u2019incubo finisca.<\/p>\n<p>Veniamo a conoscenza dell\u2019esperimento condotto su uno scimpanz\u00e9 di nome Jerom attraverso la voce narrante di una delle ricercatrici impegnate nel progetto. Il fine era quello di indagare il nesso fra il virus dell\u2019HIV e l\u2019AIDS.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 lungamente discutere sull\u2019utilit\u00e0 scientifica di tali pratiche: non esiste compatibilit\u00e0 fra modello animale e modello umano, le condizioni di stress alterano i risultati e cos\u00ec via. Si potrebbe persino (io stessa lo farei) discutere a lungo sull\u2019inaccettabilit\u00e0 etica di una tortura di questo tipo. Ma non intendo farlo ora, qui. Non desidero ribadire ancora una volta che non sono accettabili per nessun motivo la strumentalizzazione, la tortura e la morte di un individuo, qualsiasi sia l\u2019idea di progresso scientifico che perseguiamo, perch\u00e9 mi domando cosa ce ne faremo di uomini sani ma privi di qualsiasi senso del giusto nei confronti degli altri abitanti di questo pianeta, che ce ne faremo di un\u2019esistenza lunga e priva di dolore se per raggiungerla avremo perso la capacit\u00e0 di amare e soffrire per qualcun altro.<\/p>\n<p>Voglio parlare di Jerom e Darla perch\u00e9 forse le loro storie sono fra le pi\u00f9 toccanti in assoluto.<\/p>\n<p>Voglio parlare di Jerom perch\u00e9 lui non ha sopportato il dolore, perch\u00e9 piangeva. La ricercatrice che lo ha assistito fino alla fine ci racconta dei suoi occhi bagnati di lacrime, della magrezza degli ultimi giorni, della furia e poi della rassegnazione che si potevano leggere nei suoi gesti. Del loro ultimo bacio.<\/p>\n<p>Voglio parlare di Darla che per anni ha cercato in silenzio un abbraccio mancato.<\/p>\n<p>Esiste una\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>\u00a0di dolore oltre la quale non c\u2019\u00e8 ritorno, oltre la quale non c\u2019\u00e8 niente. La storia di questa creatura cui possiamo dare un nome deve spingerci a interrogare noi stessi, prima degli altri: di\u00a0<i>chi<\/i>\u00a0parliamo? Per\u00a0<i>chi<\/i>parliamo? Fin dove abbiamo il coraggio di guardare?<\/p>\n<p>La\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>.\u00a0<strong>Il silenzio<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0La letalit\u00e0 non \u00e8 determinata negli studi clinici condotti su pazienti umani<\/p>\n<p>Non solo nei contenuti il documentario di Orzechowski merita la massima attenzione, ma anche nel punto di vista della narrazione. Siamo abituati a sentire la voce di chi si batte per gli animali, col rischio costante di creare una netta suddivisione fra buoni e cattivi che, oltre a non rispecchiare affatto la realt\u00e0, \u00e8 molto fuorviante se abbiamo intenzione di comprendere quel che accade, e perch\u00e9.<\/p>\n<p>In questo caso non \u00e8 cos\u00ec, la gran parte dei narratori sono proprio quelle persone che sommariamente chiameremmo assassini, e che, compresa l\u2019assoluta mancanza di giustificazione al crimine che stavano perpetrando, hanno scelto di dire no.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>\u00a0non \u00e8 solo la quantit\u00e0 di veleno che ci uccide, ma \u00e8 anche \u2013 forse addirittura di pi\u00f9 \u2013 il silenzio di chi porge ogni giorno quel veleno alla vittima designata. Esiste una massima dose tollerabile di silenzio, e questo documentario d\u00e0 voce a chi ha conosciuto quel limite.<\/p>\n<p>La\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>.\u00a0<strong>La vita e la morte<\/strong>:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0LD50\/ED50\u00a0per gli animali<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un ultimo aspetto su cui credo valga la pena soffermarsi, prima di concludere. Sicuramente sono la sofferenza e la morte a sconvolgerci in maniera particolare, eppure la vita, quell\u2019intervallo che copre la distanza fra il nostro primo respiro e l\u2019ultimo e anche fatta di ci\u00f2 che tanto ci spaventa. Vita e morte non sono che le due dimensioni di una stessa realt\u00e0, cos\u00ec come nel dolore si esprime la variet\u00e0 del nostro sentire, non meno che nella gioia e nel piacere. Quando imprigioniamo qualcuno, quando scegliamo di disporre del suo tempo e delle sue energie, quando ne amministriamo la vita e le emozioni commettiamo un crimine di vergognosa violenza. Jerom, Darla, Rita, Miss Peepers e tutti gli altri di cui non conosceremo mai il nome non sono solo stati privati della libert\u00e0 di vivere, ma anche della libert\u00e0 di morire, costretti a superare la\u00a0<i>massima dose tollerata<\/i>\u00a0di esistenza accettabile prima che il tempo si riduca all\u2019inutile somma di attimi privi di senso.<\/p>\n<p><strong>Conclusione, novembre 2013<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono impegnata a scrivere una recensione, ma mi accorgo, rileggendo, che il frutto delle mie annotazioni va ben oltre l\u2019idea che avevo.<\/p>\n<p>Questo pezzo \u00e8 cresciuto da solo, nel tempo, nel pensiero e nell\u2019esperienza condivisi.<\/p>\n<p>Invito chiunque non abbia visto\u00a0<i>Maximum Tolerated Dose<\/i>\u00a0a farlo quanto prima, ma soprattutto, invito chiunque a prendere da questo film lo spunto per una riflessione pi\u00f9 ampia e complessa su un argomento cos\u00ec delicato com\u2019\u00e8 quello della sperimentazione sugli animali, riflessione che porti a interrogarsi non solo sul messaggio da trasmettere, ma anche sul modo in cui farlo al meglio, senza banalizzazioni e facili linciaggi.<\/p>\n<p>Concludo ringraziando coloro che hanno partecipato alle numerose proiezioni organizzate in Italia, grazie per le considerazioni, sempre ben accolte, grazie per i consigli e le perplessit\u00e0 sollevate.<\/p>\n<p>Grazie, infine, a tutti gli attivisti e le attiviste con cui ho il piacere di lavorare ogni giorno.<\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<p>[1]\u00a0Wikipedia, voce:\u00a0Therapeutic index (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Therapeutic_index\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Therapeutic_index<\/a>)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte\u00a0Galline in Fabula di Francesca Testi Ma c\u2019\u00e8 qualcosa che disturba il lupo; un particolare stupido: lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo ne ha due. 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