{"id":1895,"date":"2014-01-16T17:25:41","date_gmt":"2014-01-16T16:25:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/?p=1895"},"modified":"2021-02-06T20:26:52","modified_gmt":"2021-02-06T19:26:52","slug":"luaar-e-la-sperimentazione-animale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.campagneperglianimali.org\/web\/luaar-e-la-sperimentazione-animale\/","title":{"rendered":"L\u2019Uaar e la sperimentazione animale"},"content":{"rendered":"<p><em>Gianluca Albertini segnala il seguente documento diffuso dall\u2019UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti). Ringraziandolo per la segnalazione, e anche per la sua posizione antispecista e antivivisezionista, pubblichiamo il testo.<\/em><\/p>\n<p><strong> Documento approvato dal Comitato di Coordinamento Nazionale UAAR<\/strong><\/p>\n<p>Secondo lo statuto Uaar, la libert\u00e0 di ricerca \u00e8 un \u201cvalore\u201d, \u201csostenere la libert\u00e0 della ricerca scientifica\u201d uno scopo associativo. Nel manifesto d\u2019intenti si afferma inoltre che l\u2019associazione vuol stare al fianco \u201cdi chi quotidianamente difende la ricerca scientifica\u201d. Fondata da un biologo, l\u2019Uaar \u00e8 da sempre impegnata per la scienza: in particolare ogni 12 febbraio con il Darwin Day, una manifestazione che siamo stati i primi a promuovere su larga scala in Italia.<br \/>\nSiamo a favore della ricerca scientifica: non possiamo quindi che ritenere giustificata la sperimentazione animale, a oggi necessaria per trovare cure adeguate alle malattie che colpiscono gli esseri umani (ma anche gli stessi animali) e per assicurare a tutti loro il diritto alla salute. In tutti i campi in cui agisce, l\u2019Uaar fa riferimento al consenso esistente tra gli esperti di quel campo. Prende pertanto atto, come ricorda il sito di Telethon, che, oggi, \u201c<em>tutti i principali e accreditati istituti di ricerca del mondo ricorrono alla sperimentazione animale. \u00c8 possibile verificare questa affermazione consultando il database Pubmed delle pubblicazioni scientifiche internazionali<\/em>\u201d.<br \/>\nCi\u00f2 non significa divinizzare la scienza, o cadere in una sorta di scientismo dogmatico. Siamo a conoscenza dei problemi che investono oggi l\u2019impresa scientifica, a partire dalle storture derivanti dalla diffusione del publish-or-perish. Nessun essere umano \u00e8 infallibile \u2014 anzi \u2014 e gli scienziati sono anch\u2019essi esseri umani in carne e ossa, inevitabilmente soggetti a errori. Tuttavia, occorre anche riconoscere che la ricerca scientifica, laddove non soggetta a pressioni esterne, \u00e8 l\u2019unica forma di indagine che contiene al suo interno gli strumenti per correggersi da s\u00e9. Le teorie imperfette o sbagliate degli scienziati del passato sono state corrette da altri scienziati sulla base di nuove evidenze scaturite da sempre nuove ricerche. Un ampliamento della libert\u00e0 di ricerca \u00e8 pertanto auspicabile, cos\u00ec come l\u2019aumento dei fondi pubblici stanziati per essa: rappresentano la miglior garanzia di indipendenza e imparzialit\u00e0 degli scienziati.<br \/>\nAnaloga indipendenza e imparzialit\u00e0 deve essere mostrata da chi presenta e commenta sia i risultati delle ricerche, sia le modalit\u00e0 della ricerca stessa. \u00c8 indispensabile che la popolazione possa formarsi un\u2019opinione consapevole sulla base di informazioni attendibili: non dovrebbero pertanto essere utilizzate espressioni fuorvianti, sia da una parte, sia dall\u2019altra. In particolare, l\u2019uso della parola \u201cvivisezione\u201d dovrebbe essere limitato al suo significato etimologico, \u201cdissezione di viventi\u201d. \u00c8 vero che il dizionario Treccani lo estende, in un\u2019accezione subordinata e pi\u00f9 ampia, anche alla sperimentazione animale, ma \u00e8 altrettanto vero che tale termine non \u00e8 utilizzato in ambito scientifico (tanto che la stessa Treccani, quando tratta di sperimentazione animale, non usa mai la parola \u201cvivisezione\u201d). L\u2019utilizzo di termini univoci, specifici, accurati, semplici e di facile comprensione \u00e8 di fondamentale importanza in ogni dibattito, a maggior ragione lo \u00e8 in ambito medico e scientifico.<br \/>\nPer quanto ovvio, ribadiamo pertanto che l\u2019Uaar non \u00e8 a favore della vivisezione, una pratica \u201cinumana e crudele\u201d abbandonata da decenni, come ricorda l\u2019Associazione italiana per la ricerca contro il cancro. Non \u00e8 nemmeno a favore della sperimentazione animale \u201csenza se e senza ma\u201d, ed \u00e8 a favore delle pratiche che riducano le sofferenze degli animali. Per esempio, \u00e8 da sempre impegnata a denunciare l\u2019eccezione legislativa che, nella macellazione rituale ebraica e islamica, consente di uccidere animali senza preventivo stordimento e senza che la carne sia poi posta in vendita documentando tale origine. Nel contempo, ricorda che le limitazioni poste alla ricerca sulle cellule staminali embrionali non aiutano certo a ridimensionare l\u2019utilizzo della sperimentazione animale.<br \/>\nL\u2019Uaar ritiene preferibile che la sperimentazione animale sia limitata all\u2019indispensabile e che per ridurre il ricorso alla stessa si faccia sempre pi\u00f9 ampia ricerca scientifica: auspica che, attraverso il vaglio del metodo scientifico, si valutino alternative che possano portarci, in futuro, a non averne pi\u00f9 bisogno. Facciamo dunque nostro il principio delle 3R:<\/p>\n<p>\u2022 rimpiazzare quando possibile l\u2019uso degli animali con metodologie che producano gli stessi risultati;<br \/>\n\u2022 ridurre per quanto pi\u00f9 possibile il numero degli animali utilizzati;<br \/>\n\u2022 rifinire, ovvero ridurre il pi\u00f9 possibile, il disagio imposto all\u2019animale su cui si sta sperimentando.<\/p>\n<p>Sosteniamo inoltre i ricercatori contro gli attacchi montanti basati su credenze indimostrate, che spesso fanno leva sul populismo, a volte pure sullo sfruttamento di situazioni di grande sofferenza. A maggior ragione siamo al loro fianco quando ricevono minacce e aggressioni a opera di esaltati che finiscono per porre sotto una cattiva luce ogni animalista &#8211; che nella stragrande maggioranza dei casi \u00e8 una persona sensibile, animata dal rispetto per il benessere di ogni essere senziente.<br \/>\nL\u2019associazione ripudia ogni fanatismo, da qualunque parte provenga. Auspica inoltre che ogni confronto si basi esclusivamente sulle rispettive argomentazioni e che sia pertanto sempre civile, razionale e corretto. Ci impegniamo ad affrontarlo in questi termini, evitando per primi argomenti ad hominem e toni incivili e aggressivi, a cominciare dall\u2019approccio nei confronti delle stesse convinzioni religiose. L\u2019Uaar non \u00e8 antireligiosa: ritiene dunque una fallacia logica l\u2019argomentazione che si dovrebbe essere contrari alla sperimentazione animale perch\u00e9 figlia della concezione antropocentrica delle religioni monoteiste (cos\u00ec come lo \u00e8 l\u2019essere automaticamente a favore di religioni che hanno come precetto il rispetto assoluto &#8211; in pratica impossibile &#8211; per qualsiasi forma di vita animale). L\u2019argomentazione costituisce peraltro anche un errore storico: Homo sapiens \u00e8 stato antropocentrico anche prima dell\u2019invenzione delle religioni, come prova l\u2019estinzione della megafauna al suo arrivo in America e in Australia. Anche le altre specie non praticano, in genere, molto rispetto verso altri animali: semmai, va riconosciuto alla nostra specie una maggior capacit\u00e0, anche attraverso il buon uso della ragione, di avere atteggiamenti empatici e compassionevoli nei confronti di altre specie. Tale evoluzione \u00e8 a nostro avviso un segno di civilt\u00e0.<br \/>\nNella societ\u00e0 occidentale contemporanea i grandi dibattiti etici, come pure quegli scientifici, si svolgono ormai soprattutto tra pensatori non credenti. In un\u2019associazione come l\u2019Uaar, che intende rappresentare i cittadini atei e agnostici, trovano dunque piena cittadinanza anche posizioni etiche antitetiche quali quelle scientiste e antispeciste. L\u2019associazione le rispetta entrambe in quanto libera espressione di opinioni. Il dibattito civile \u00e8 sempre ben accetto e trova accoglienza nei suoi spazi, che sono a disposizione affinch\u00e9 ognuno possa formarsi un\u2019opinione pi\u00f9 consapevole. Temi come quello della sperimentazione non sono tuttavia ritenuti \u201ccentrali\u201d per l\u2019associazione: si invitano pertanto tutti i soci e i simpatizzanti a tenere sempre a mente le finalit\u00e0 dell\u2019Uaar, quando agiscono negli ambiti propri dell\u2019associazione. C\u2019\u00e8 tanto da fare, ed \u00e8 utile concentrare le energie e risorse disponibili per i non facili obiettivi che sono stati democraticamente individuati insieme.<\/p>\n<p>Il Comitato di coordinamento Uaar<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianluca Albertini segnala il seguente documento diffuso dall\u2019UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti). 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